In una sola legislatura, i risultati sono stati straordinari: finanziamenti per centinaia di milioni di euro in progetti attesi dalle comunità (si pensi agli ospedali di Sassari e Alghero), recupero di aree che potranno essere valorizzate per creare nuove occasioni di occupazione e sviluppo per il territorio (Fertilia), rafforzamento dei collegamenti tra le città, il resto dell’Isola e del continente (l’aeroporto e la modernizzazione della rete stradale).
Quattro anni e mezzo non sono sufficienti però per cogliere tutti i frutti di questo lavoro. Alcune azioni sono già definite e operative, altre andranno completate nel corso della prossima legislatura, altre ancora sono fondamenta su cui costruire nuove prospettive per il futuro della provincia di Sassari. Penso all’integrazione dell’offerta turistica anche verso i paesi dell’interno, sempre nella chiave della qualità e della sostenibilità; al potenziamento dei trasporti pubblici e dei sistemi di mobilità; all’ulteriore investimento sulla conoscenza di alto livello. Sono alcune delle potenzialità che il nostro territorio deve sviluppare per creare sviluppo e occupazione duraturi.
Se stringiamo il campo su Alghero, per l’immediato futuro dobbiamo puntare alla valorizzazione dei settori produttivi come l’agricoltura, la pesca, il commercio e l’artigianato, perché traggano nuova linfa dalla vocazione turistica della Riviera. Possiamo fare ancora tanto. Penso alla costruzione di una nuova scuola alberghiera in città – con annesso convitto per i 650 studenti – per restituire al suo ruolo di albergo l’attuale edificio, situato in una delle zone più suggestive del centro; all’inaugurazione del nuovo ospedale che ora è in fase avanzata di progettazione; al recupero produttivo di Surigheddu e Mamuntanas nella prospettiva di creare posti di lavoro per i giovani; al rafforzamento della filiera turistica, che potrà crescere – anche sotto il profilo occupazionale – grazie alla base Ryanair nell’aeroporto e ai sempre più numerosi collegamenti aerei. Infine un grande piano di edilizia pubblica dovrà consentire ai cittadini di poter tornare ad acquistare una casa a prezzi sociali.
Il metodo che guiderà l’azione politica in Consiglio rimarrà quella della costante collaborazione e condivisione delle decisioni tra il rappresentante politico e i cittadini, nel rispetto del patto di responsabilità reciproca. Per proseguire nel cambiamento iniziato nel 2004. Per completare il Progetto con una scelta condivisa.
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