In quattro anni e mezzo è stato messo a punto un diverso modo di intendere il sociale, costruendo i progetti intorno alle esigenze dei singoli e alle famiglie e integrando le varie tipologie di intervento. La legge 23/2005: i servizi personalizzati. L’approvazione della legge 23 sui servizi alla persona ha provocato un radicale cambio di mentalità nell’assistenza: si programma insieme ai comuni del distretto, attraverso i piani locali unitari dei servizi, con la personalizzazione dei servizi e progettandoli insieme al privato sociale ed alle famiglie. I progetti sono numerosi: per esempio il programma “Ritornare a casa”, per favorire il rientro tra le mura domestiche delle persone non autosufficienti; o la domotica per adeguare le case delle persone con disabilità. 120 milioni di euro sono stati dedicati al fondo per la non autosufficienza.
Le misure per la famiglia. Il progetto di legge per la famiglia è stato elaborato da Mario Bruno con le famiglie sarde e le loro associazioni. Pur non arrivando ad un’approvazione in Consiglio, i suoi contenuti sono stati recepiti dalle varie finanziarie. Si tratta di interventi molto concreti quali le maggiori agevolazioni per la prima casa, i contributi agli affitti delle famiglie indigenti (cresciuti dai 2 milioni del 2005 ai 6 milioni all’anno scorso), la creazione di nuovi asili nido e micro nido nei luoghi di lavoro, il progetto della Mamma accogliente, i centri famiglia nel territorio, le agevolazioni per le famiglie numerose e per quelle sotto la soglia della povertà con rimborso delle spese di prima attivazione dei servizi essenziali: luce, acqua, gas.
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